Tecniche di impasto
Nel momento in cui
si inizia l’impastazione,cioè quando tutti gli ingredienti sono stati
mescolati tra loro, incomincia una serie di reazioni e processi che generano la
maturazione dell’impasto.
Gli enzimi ,presenti
nella farina, attaccano l’amido degradandolo e fornendo al lievito gli
zuccheri semplici. Il lievito ,in assenza di ossigeno, genera la produzione di
anidride carbonica ed alcool etilico,i quali trattenuti dalla maglia del
glutine,fanno rigonfiare l’impasto(ecco perché una farina con buon glutine si
dice di buona qualità:perché permette un
buon rigonfiamento e riesce a trattenere i gas all’interno
dell’impasto).
Le tecniche
professionali d’impasto per pizza sono essenzialmente due:sistema diretto, sistema indiretto.
Il sistema diretto che è poi quello più usato in
pizzeria,prevede l’impastazione come segue:
Si mette
nell’impastatrice,l’acqua con il lievito e si inizia a versare la
farina,gradualmente, poi si aggiunge il sale e si continua,fino a completare
l’impasto,che dovrà essere:liscio ,non duro,ne appiccicoso o molle.Terminata
l’opera,si lascia riposare per mezzora circa
e quindi si inizia la formazione delle palline.
Con questo sistema
,in teoria, si può usare una farina con qualunque capacità panificabile
“W”,ma il prodotto finito varia in base al”W” usato.
L’impasto , con
farina dal “W” basso, ha bisogno di poche ore per la lievitazione e la
maturazione,mentre quello con farine dal”W” alto ,ne ha bisogno di più.
Inoltre la qualità
organolettica decresce con
l’abbassarsi del “W” della farina usata.
Il sistema diretto
può essere usato anche con farine” forti “,ma le palline ottenute devono
essere conservate in frigo a 4 gradi,almeno per 18 ore. Questo per permettere
loro di rallentare la lievitazione affinché coincida con la maturazione, che
necessita di tempi più lunghi.
Il sistema indiretto(
o con biga) viene usato soprattutto in
panificazione e prevede un preimpasto di una parte della farina con il lievito e
l’acqua, ma senza sale.Il preimpasto viene lasciato riposare
nell’impastatrice coperta con un telo,per 12-24 ore a seconda della forza
della farina e della temperatura esterna.
Alla fine di questa
fase,avviene quello ,che in gergo, si definisce “rinfresco” cioè viene
aggiunta ancora acqua,un po’ di farina, il sale,e si reimpasta il
tutto.Terminata il rinfresco si
lascia riposare, per circa mezzora e si producono le palline,che verranno
conservate in frigo alla temperatura di 4°C.
Con questo sistema
bisogna usare farine forti,altrimenti durante la fase della biga,l’impasto
fermenta e si avrebbe un prodotto acido e scadente.
Il prodotto ottenuto
con questo sistema però ha delle caratteristiche organolettiche migliori, sia
perché la farina utilizzata è di migliore qualità, sia perché la
lievitazione e la maturazione
avvengono più lentamente, dando il giusto tempo ai processi naturali dell’impasto.infatti la pizza cuoce meglio, è più
digeribile e più leggera.
E’ sottinteso che le palline, tenute in frigo ,sia con sistema diretto,che con il sistema indiretto, devono essere portate a temperature ambiente prima di essere usate