Antichi Mestieri
I LAVATOI
Il lavatoi a Piazza Brembana erano 4 sicuri :
uno in via San Bernardo ( visibile )
uno in via Locatelli “ zona ponticello “ (non visibile)
uno in fondo a via Tasso (non visibile)
uno in via Gen. Calegari ( visibile )
Venivano usati dalle nostre bisnonne per lavare i panni. In questo luogo le
nonne andavano con le loro ceste piene di panni sporchi e, appoggiandosi alle
assi di cemento, strofinavano con il sapone la biancheria per poi sciacquarli e
riportarli a casa , belli puliti. Penso che fosse un lavoro faticoso,
specialmente nelle giornate invernali.
Ora il lavatoio non viene più usato, le nostre mamme fortunatamente hanno le
lavatrici che risparmiano loro la fatica di lavare i panni.
Inizialmente il lavatoio era a cielo aperto e quando pioveva bisognava essere in
due: una lavava e l’altra teneva l’ombrello.
Il lavatoio, anche se più raramente, veniva utilizzato anche nella stagione
fredda e le donne si riparavano le mani indossando i guanti di gomma sopra ai
guanti di lana. In estate, i panni ormai lavati, si lasciavano un po’ al sole,
perché diventassero più bianchi.
A fare il bucato venivano da tutto il paese e chi doveva fare parecchia strada,
caricava sulla “careta” (carriola) il “sëbri” (mastello) con i panni dentro.
Dopo la seconda metà del 1900, e col passare del tempo tutte le case furono
fornite di acqua e così l’utilizzo del lavatoio avvenne sempre più raramente
fino a cessare del tutto con l’avvento della lavatrice.
Le lenzuola, anni fa, si lavavano per lo più nella bella stagione, perché
d’inverno diventava difficoltoso farle asciugare. Tale operazione, poiché
richiedeva spazio, si svolgeva preferibilmente nel cortile. Si metteva un
mastello di legno sëbri” su un trespolo, poi si sistemavano le lenzuola a
circolo e venivano poi coperte da un pezzo di tela “sandru”, su cui si versava
la cenere e si ricopriva il tutto con un altro pezzo di tela. La cenere era
chiara, di legno dolce, altrimenti avrebbe macchiato le lenzuola. L’acqua
scaldata nel camino in un grosso recipiente “la coldera de ram” veniva versata
nel “sëbri” sopra la cenere in modo che le lenzuola fossero ben intrise. Quasi
subito l’acqua veniva fatta uscire attraverso un buco e raccolta in una grande
bacinella e fatta riscaldare nella “coldera”. Questa operazione veniva ripetuta
con acqua sempre più calda e alla fine le lenzuola si lasciavano a bagno finchè
l’acqua non fosse diventata fredda. Dopo parecchie ore si toglieva quest’acqua
“smoj” che veniva riutilizzata per il lavaggio di altri indumenti.
