Lievito e sale
Il lievito è un microrganismo vivente.
Nel mondo della panificazione sono
presenti tre tipi di lievito: naturale, industriale, chimico.
Quello naturale è ottenuto da un
impasto di acqua e farina lasciato acidificare
dagli agenti e batteri presenti nella aria: la cosidetta “pasta
madre”
Il lievito industriale è ottenuto
da un fungo il cosidetto “saccaromyces cerevisiae”
Il chimico è quello usato soprattutto
in pasticceria e contiene delle sostanze che a contatto con l’acqua e gli
altri ingredienti originano la produzione di anidride carbonica favorendo il
rigonfiamento dell’impasto.
In pizzeria in genere si usa
quello industriale. I prodotti sono
essenzialmente due:il lievito di birra e il
lievito secco.
Il primo si trova in
commercio in panetti che variano dai 25 ai 500 grammi, mentre quello secco in
bustine o barattoli.
Entrambi vanno
sciolti in acqua tiepida,in particolare quello secco va sciolto a 42°.
Il lievito
impastato assieme alla farina e l’acqua,trasforma gli zuccheri in alcool
etilico e anidride carbonica,provocando il gonfiamento della pasta e quindi la
lievitazione.
Gli enzimi,degradano l’amido della farina in zucchero semplice.
L’azione del lievito è influenzata dalla temperatura e si
esplica,ottimamente,ad una temperatura complessiva dell’impasto di circa 22°.
Naturalmente bisogna
tenere presente che essendo un elemento con PH acido influenza l’acqua usata
per l’impasto,fattore da tenere in considerazione per il risultato finale.
Il lievito funziona
da” innesco” alle reazioni dell’impasto, guindi va aggiunto nella
misura che varia dal 0,5% al 2,5% del peso della farina. Troppo lievito darebbe
un cattivo sapore alla pizza perché troppo acido il ph dell’impasto.
l sale,ovvero cloruro di sodio,è un
importante elemento dell’impasto: perché agisce sulla composizione del
glutine,in quanto la gliadina (una proteina
della farina) ha minore solubilità in acqua salata e forma una quantità
maggiore della maglia glutinica, infatti un impasto a cui non è stato aggiunto
il sale si presenta più colloso, bianco appiccicaticcio.
Nella fase di
lievitazione,rallenta la fermentazione secondaria,riduce lo sviluppo dei gas e
tende a dare un alveolatura più fine alla pizza.Va dosato con attenzione perché
avendo un PH che vira verso l’alcalinità,contrasta l’azione del lievito.
Inoltre,favorisce la
conservabilità,aumenta la croccantezza e
l’imbrunimento della crosta. Nel caso di farine “ forti “con glutine poco
espansibile è preferibile aggiungerlo alla fine dell’impastazione. Con farine
deboli o con poco glutine è meglio scioglierlo in acqua all’inizio
dell’impasto,in quanto ne aumenta la maglia del glutine.-
E’ da tenere
presente che la variazione delle dosi ,influenza notevolmente le reazioni
dell’impasto, pertanto è consigliabile pesarlo sempre, per avere un prodotto
costante nel tempo.
Il dosaggio
consigliato è del 2%-2,5% del peso della farina.
Il sale,
inoltre, non andrebbe mai immesso
insieme al lievito, ne danneggerebbe le proprietà.
E’ preferibile usare quello fino e
marino,perché meno alcalino.